LA CRITICA

ALIAS n° 21, supplento culturale al Manifesto, 22 maggio 2004.

 

Lenoci è da anni un pianista, compositore, didatta di riferimento per tutti coloro che amano il jazz nella sua interezza e nella sua proiezione verso i linguaggi di frontiera e di avanguardia; la vocalist Cinzia Eramo, che ha studiato con Giorgio Gaslini, è una bella rivelazione soprattutto per l'intesa assoluta con il pianista e per il lavoro operato sui materiali a volte consunti oppure patinati come gli standard. Tra canzoni di Henry Mancini, blues di Ida Cox, brani jazzistici di Mal Waldron e Theloniuos Monk, divagazioni su Steve Wonder e Joni Mitchell, Cinzia Eramo e Gianni Lenoci dimostrano le infinite possibilità di un approccio creativo e straniante ai testi musicali, le loro insite possibilità rigenerative. La sfida è quella di attingere a musiche molto note per intraprendere un viaggio iniziatico interiore e collettivo, intimo e pubblico che è, a volte, davvero esaltante. Le due versioni di My Favourite Things dimostrano da sole la validità del duo e del suo approccio. (Lo.)