LA CRITICA
Nicola Morisco, La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 settembre 2005.
L'intervista. La vocalist Cinzia Eramo.
Eramo: ma il jazz pugliese non ha il coraggio di puntare sui giovani talenti.
Puglia terra di jazz. Sono tanti i talenti espressi da questa terra che con il jazz ha stabilito un rapporto di grande affinità. A confermare la tendenza della Puglia come florida fucina di musicisti, è la cantante Cinzia Eramo (nata a Gioia del Colle) con la sua partecipazione al prestigioso "Premio Nazionale Massimo Urbani 2005", che si svolgerà il 23 e 24 settembre al Teatro Comunale di Urbisaglia (Macerata). Il Concorso quest'anno vede una rosa dei dieci musicsti al di sottto dei trent'anni: Leonardo Borghi (pianoforte), William Tatge (pianoforte), Giampiero Ingargiola (chitarra), Luigi Masciari (chitarra), Simone Crinelli (sax baritono), Andrea Pimazzoni (sax sax alto), Mauro Brunini (tromba), Antonio De Vito (sax tenore), Luigi Casale (sax alto)e a nostra Cinzia Eramo (canto). Oltre al pubblico, una giuria presieduta dal noto sassofonista Maurizio Giammarco assisterà nelle due serate alle esibizioni dei finalisti, accompagnati dal trio Paolo Birro (piano), Paolino Dalla Porta (contrabbasso) e Fabrizio Sferra (batteria).
L'ambizioso traguardo raggiunto dalla Eramo suggella una carriera artistica iniziata con lo studio del canto jazz con la cantante Gianna Montecalvo e proseguita con importanti musicisti (Sheila Jordan, Rachele Gould, Dave Liebman, Elisa Turlà e Michelle Hendricks) e, soprattutto, con Giorgio Gaslini nella partecipazione a recital "Ellington e dintorni". Importanti anche le sue partecipazioni ai progetti come Alea orchestra laboratorio di improvvisazione di Paolo Damiani e con la Meridiana Multijazz Orchestra.
Intensa anche la sua attività didattica in canto jazz e moderno all'Accademia di teatro, danza e musica UNIKA a bari.
Eramo, cosa rappresenta per lei la partecipazione al "Premio Massimo Urbani"?
"E' un occasione grande ed un'ottima vetrina. Mi piacerebbe conoscere altri musicsti e partecipare a nuovi progetti per crescere artisticamente".
Quali composizioni presenterà al Premio?
"Sto lavorando per fare bella figura. Gli organizzatori mi hanno detto di preparare una rosa di sei brani e penso di scegliere tra autori come Mingus, Parker e Monk".
La Puglia da sempre propone straordinari talenti jazzistici.
"C'è un tradizione e una voglia unica di fare in Puglia, che coinvolge ottimi musicisti. A milano, città in cui vivo, molti collghi hanno grosse difficoltà, spesso sono costretti a spsostarsi per centinaia di chilometri per provare. Ma è anche vero che c'è un forte bisogno di confronto con artisti e culture diffrenti, cosa che in Puglia accade raramente".
Cosa dovrebbe cambiare?
"Accanto ai grandi della generazione precedente, una maggiore presenza dei giovani musicisti. Forse, un ricambio generazionale sarebbe auspicabile, ma anche più fiducia nelle nuove generazioni. Penso alla mia collaborazione, nata in pochi secondi, con Giorgio Gaslini, quando studiavo ancora. Mi chiedo come mai queste cose non accadano in Puglia".