LA CRITICA

Giorgio Gaslini, note di copertina per il disco "Spontaneous Conversation", luglio 2003.

 

Nel mondo del jazz degli anni 2000 soffia un vento di restaurazione. Il nuovo ritorno al bebop ed al mainstream è un sintomo strano: sembra che i grandi rinnovamenti degli anni '60, ovvero l'apertura al free e poi i decenni successivi di straordinarie proposte europee, decisamente le più originali, che hanno messo a fuoco comportamenti di "composizione istantanea" solitaria o di gruppo, sembra siano esperienze non comprese nè tanto meno "utilizzate.

Che fare? Ecco che paradossalmente il campo, oggi, si è aperto alle proposte più coraggiose dei singoli artisti. E' il caso emblematico di questa impresa creativa di Cinzia Eramo e Gianni Lenoci.

Lenoci è pianista, compositore di assoluta preparazione musicale e di sicuro talento jazzistico, musicista proteso verso il futuro, consapevole delle scoperte tecniche apparse tra il jazz e il free jazz.

Cinzia Eramo è una voce tra le più dotate ed interessanti della nuova leva italiana degli anni 2000.

Insieme lavorando sui songs e sui temi della grande tradizione moderna, non hanno imboccato la strada della consuetudine interpretativa, ma al contrario hanno messo a fuoco una intesa estrema che ha permesso loro di trasformare questi "materiali di lavoro" in piccole gemme di "estraneazione" creativa, in brani autonomi impregnati di tradizione e di ricerca "futuribile" tutta europea, e più ancora italiana, mediterranea.

Un lavoro esemplare sotto tutti gli aspetti, degno di essere diffuso e conosciuto con tutti i mezzi oggi a disposizione.